Logo NBFC

La biodiversità entra nelle strategie aziendali italiane: presentati i risultati del nuovo Osservatorio NBFC–POLIMI

Si sono conclusi oggi i lavori dell’Osservatorio “Innovazione per la Biodiversità”, iniziativa congiunta di NBFC, POLIMI School of Management e Istituto Sant’Anna che analizza come le imprese italiane integrano la tutela degli ecosistemi nelle loro strategie. I risultati raccolti nel report “Strategie aziendali e soluzioni imprenditoriali per mettere la tutela degli ecosistemi al centro”mostrano un interesse crescente, e molto spazio ancora per una crescita incentrata sulla tutela della biodiversità.

Il National Biodiversity Future Center (NBFC), insieme a POLIMI School of Management e all’Istituto Sant’Anna, ha presentato il primo report dell’Osservatorio “Innovazione per la Biodiversità”, cofinanziato dal Centro Nazionale. L’obiettivo è comprendere come il sistema produttivo italiano stia rispondendo alle sfide poste dal declino della biodiversità e quali strumenti innovativi stiano emergendo.

Una fotografia del panorama italiano

L’analisi ha considerato 569 imprese italiane, tra società quotate e benefit, esaminando in particolare la presenza del tema biodiversità nelle loro Dichiarazioni Non Finanziarie.
Due terzi delle aziende che rendicontano lo citano, ma solo il 27% ha avviato azioni concrete, come interventi di conservazione, ripristino e monitoraggio degli ecosistemi.

Le iniziative sono il risultato di pochi first-mover con una coda di oltre 120 aziende con un una o due azioni concrete messe in atto. Infatti, sono circa una trentina le aziende che realizzano oltre la metà degli interventi osservati, con una concentrazione nei settori a maggiore impatto ambientale, come energia, beni primari e materiali.

L’innovazione come leva di cambiamento

Una parte significativa del lavoro dell’Osservatorio è stata dedicata al ruolo dell’innovazione. Sono state mappate 173 startup e PMI innovative italiane che sviluppano soluzioni a favore della biodiversità e che svolgono attività innovative nei campi delle tecnologie digitali applicate ai sistemi di monitoraggio ambientale, sulle piattaforme per la tracciabilità e la gestione delle filiere e sulle biotecnologie e soluzioni bio-ispirate con elevato potenziale trasformativo.

Queste realtà contribuiscono a colmare il divario tra ricerca scientifica e applicazioni industriali, rendendo più accessibili strumenti e pratiche per una gestione responsabile del capitale naturale.

Il settore agroalimentare in prima linea

L’Osservatorio ha anche analizzato 66 progetti attivi nel settore agroalimentare, un comparto strettamente legato alla salute della biodiversità. Le iniziative mappate riguardano conservazione, agricoltura rigenerativa, ripristino di habitat naturali e riduzione dell’uso di input chimici, spesso sviluppate grazie a partnership tra aziende, startup e centri di ricerca.

Le tecnologie digitali, incluse intelligenza artificiale, sensori e droni, rappresentano oltre metà delle soluzioni adottate dalle startup europee del settore, mentre le attività di monitoraggio restano meno diffuse e richiedono ulteriori investimenti in competenze scientifiche.

Dalle iniziative alle strategie

I risultati dell’Osservatorio mostrano chiaramente che, sebbene il tema sia ormai riconosciuto, serve un salto di qualità: le imprese devono integrare la biodiversità all’interno delle proprie strategie, con obiettivi misurabili, indicatori solidi e collaborazioni di lungo periodo.

 

Menù

Informazioni di Contatto

National Biodiversity Future Center
P.IVA IT07058500823 – C.F. 07058500823
Piazza Marina, 61 90133 Palermo – Italia
NBFC è soggetto allo split payment

Icon Mailhub_nbfc@pec.it

Icon Mailhub@nbfc.it

National Biodiversity Future Center

La biodiversità costituisce la rete della vita.È importante preservarla: così nasce NBFC.

linkedinfacebooktwitteryoutubeinstagram
Logo NBFC

National Biodiversity Future Center. Copyright © 2023. All rights reserved.

Image European UnionLogo MinistryLogo Italy