Roma, 2 luglio 2026 – Integrare stabilmente la biodiversità nella pianificazione urbanistica per rispondere alla crisi climatica e ridisegnare il futuro delle nostre città. È questo l'obiettivo delle "Linee guida per i Piani urbani della natura", lo strumento strategico sviluppato nell'ambito del National Biodiversity Future Center presentato questa mattina a Roma, nella Sala del Carroccio di Palazzo Senatorio.
L'incontro ha offerto un inquadramento normativo e operativo del Piano Urbano della Natura, un modello promosso dall'Unione Europea per rafforzare la resilienza climatica dei centri urbani e centrare gli obiettivi del Regolamento europeo sul ripristino della natura e del Piano di Ripristino Nazionale. Il documento, frutto del lavoro di NBFC dedicato alla biodiversità urbana e dei ricercatori del Dipartimento di Architettura e Studi Urbani (DAStU) del Politecnico di Milano, punta a fornire un supporto concreto a pubbliche amministrazioni, tecnici e progettisti.
I lavori si sono aperti con i saluti istituzionali del Presidente di NBFC, Luigi Fiorentino, e della Presidente dell’Assemblea Capitolina, Svetlana Celli, che hanno sottolineato l’esigenza di una sinergia sempre più stretta tra comunità scientifica ed enti locali. La conduzione e la moderazione dell'intera giornata sono state affidate a Maria Chiara Pastore NBFC, che ha guidato il dibattito e illustrato nel dettaglio il cuore del documento insieme alle ricercatrici del DAStU/Politecnico di Milano e NBFC, Annarita Lapenna, Francesca Zanotto e Luca Lazzarini.
Nel corso della sessione tecnica, i rappresentanti del Comitato per lo sviluppo del verde pubblico del MASE ed esperti di diritto amministrativo hanno delineato il quadro giuridico e le motivazioni strategiche alla base dei piani urbani della natura.
Il momento centrale della mattinata è stato il tavolo di confronto che ha visto dialogare gli Assessori all'Ambiente e all'Urbanistica delle principali città italiane. Da Roma a Milano, da Torino a Palermo, passando per numerosi altri capoluoghi della Penisola, gli amministratori locali si sono confrontati sulle sfide e sulle prime esperienze concrete sul territorio, evidenziando come la tutela dei sistemi naturali non sia più solo un'istanza ecologica, ma un pilastro della rigenerazione urbana.
Le conclusioni e le traiettorie di lavoro future sono state affidate ai delegati di NBFC, ISPRA e del mondo accademico, che hanno confermato la necessità di un monitoraggio costante delle azioni, a partire dal contrasto al consumo di suolo.
Scarica il report qui: Linee guida piani urbani della natura
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